Grande successo per “Oltre lo schermo: capire e usare il digitale”
Il 18 settembre presso UNITRE Marsciano si è svolto l’evento “Oltre lo schermo: capire e usare il digitale” — un momento di condivisione e apprendimento che ha riscosso un’ottima partecipazione e grande interesse da parte del pubblico.
Grazie a questa iniziativa, abbiamo potuto confrontarci, imparare insieme e riflettere su temi diventati sempre più centrali nella nostra vita quotidiana: l’informazione, la sicurezza online, l’uso consapevole degli strumenti digitali.

📚 Cosa abbiamo fatto durante l’incontro
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Abbiamo imparato a riconoscere le fake news, cioè notizie false o distorte: un’abilità fondamentale in un mondo in cui l’informazione viaggia veloce e non sempre è verificata.
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Abbiamo affrontato i temi di sicurezza e privacy online: un’occasione utile per riflettere su come proteggere i propri dati e la propria identità nel mondo digitale.
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Ci siamo confrontati su strumenti digitali utili, scoprendo insieme risorse e applicazioni a supporto della quotidianità.
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Abbiamo scambiato esperienze e idee: ognuno ha portato il proprio punto di vista, rendendo la discussione ricca e partecipata.
In chiusura, l’incontro si è trasformato in un momento conviviale con un apericena, perfetto per continuare a dialogare e costruire relazioni in un clima informale e amichevole. 🍷
E un grazie speciale va a tutti i partecipanti — perché è proprio la vostra voglia di imparare e mettersi in gioco che rende possibile il cambiamento.

Dalla serata: presentazione del progetto “Don’t Regulate, Educate”
Durante l’evento, abbiamo avuto anche il piacere di presentare i risultati finali del progetto europeo “Don’t Regulate, Educate”, vi lasciamo qui in particolare gli Ebook prodotti:
- Alfabetizzazione mediatica digitale e critica nell’UE – Una breve panoramica dello stato attuale dell’arte
- Methodology Toolkit (EN)
- Good practices (EN)
🔎 Cos’è “Don’t Regulate, Educate”
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“Don’t Regulate, Educate” è un progetto co-finanziato dal programma Erasmus+.
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L’obiettivo principale è promuovere l’alfabetizzazione mediatica e digitale (media literacy / digital media literacy), potenziando il pensiero critico e la capacità di analisi delle informazioni.
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In particolare, il progetto mira a contrastare la diffusione delle fake news, sostenere un uso etico e consapevole delle tecnologie — anche dell’intelligenza artificiale — e sfruttare i social e gli strumenti digitali come leve educative per tutti, indipendentemente dall’età.
Tra le attività svolte in ambito “Don’t Regulate, Educate” non solo lavori teorici e di riflessione, ma anche incontri pratici, workshop, confronti tra partecipanti di diverse età: perché si tratta di un progetto inclusivo, pensato per dare strumenti concreti a cittadini e cittadine per abitare il mondo digitale in modo informato e responsabile.
📖 Perché progetti come questo sono così importanti oggi
Il mondo digitale è entrato profondamente nella nostra vita quotidiana: informazione, comunicazione, relazioni, lavoro, apprendimento — molte cose passano ormai attraverso lo schermo.
Il programma Erasmus+, con la sua strategia di “trasformazione digitale”, riconosce proprio l’importanza di promuovere competenze digitali, accessibilità e inclusione: non solo per i giovani, ma per tutte le fasce della popolazione.
Progetti come “Don’t Regulate, Educate” giocano un ruolo cruciale: aiutano a costruire una cittadinanza digitale consapevole, capace di leggere criticamente informazioni, gestire la privacy, usare in modo costruttivo gli strumenti online. In un’epoca di sovraccarico informativo e di sfide digitali, l’educazione — più che la sola regolamentazione — è la chiave per creare comunità digitali sane, informate e attive.
🙏 Un ringraziamento speciale — e lo sguardo al futuro
Una serata come quella del 18 settembre conferma che partecipazione, dialogo, educazione sono le strade giuste per affrontare la complessità del digitale.
Grazie a chi ha partecipato, a chi ha portato idee, domande, curiosità. Ma grazie soprattutto a chi è pronto a continuare a imparare, condividere e crescere.
Guardando al futuro, l’invito è a non fermarsi: a restare curiosi, a coltivare il pensiero critico, a tenere vivo il dialogo. Perché l’alfabetizzazione digitale non è un “arrivo”: è un percorso continuo.


